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SOMMARIO:
Perché l’Associazionismo
La rapida trasformazione economica e morale hanno cambiato non solo la forma dell’aggregazione sociale ma lo stesso rapporto tra società e istituzioni. Oggi la capacità di organizzarsi e di imporre il rispetto dei diritti fondamentali originari dell’uomo, sia pure con finti contraddizioni, rappresenta la vera fonte di libere aggregazioni per risolvere, attraverso la critica e le discussioni, i veri problemi che si presentano nelle comunità. L’associazionismo operante si trova, spesso, a fronteggiare le incertezze dello Stato dovute da una parte all’inefficienza amministrativa ad alla marea burocratica e dall’altra alla crescente domanda di socialità e di servizi, tanto da augurarsi una meno invadente gestione burocratica ed una più moderna organizzazione amministrativa. La libera partecipazione ad una attività associativa può significare, per ognuno di noi e per tutti, il riconoscimento della propria dignità ed una tappa nello sviluppo delle coscienza civile, individuale e collettiva. In tale senso l’associazionismo tende ad oltrepassare i confini nazionali ed assumere caratteri soprannazionali per conoscere la realtà di tante esperienze, ritenendo integrativo il rapporto con la comunicazione e tra questa e l’informazione; è un modo di operare che dovrebbe essere sempre meno irreale e più legato alle esigenze culturali ed economiche della società. Gli uomini sentono il bisogno di riunirsi in Associazioni, di volta in volta chiamate con vari nomi ma tutte rispondenti al bisogno originario di aggregazione che, in prospettiva, vuol dire sicurezza, rispettando la tradizione e difesa dei valori morali da troppo tempo esposti a ingiustificate critiche. La partecipazione alla organizzazione associazionistica è basilare perché, trovandosi insieme, giovani e anziani possono sviluppare quei legami di amicizia e quelle intese che sono indispensabili per rendersi attivi, conseguendo il proprio vantaggio salvaguardando l’interesse della comunità. E’ nella utilità di tutti mantenere aperto il dialogo nella visione del futuro perchè la quiescenza è un punto di arrivo cui nessuno può sottrarsi e la sicurezza si ottiene non per grazia divina ma impegnandosi con chi già conosce le difficoltà della vita operativa e le regole del gioco. Questo dovrebbero comprendere coloro in attività che si tengono lontano dall’associazionismo, quando addirittura non ironizzano sulle abituali battaglie degli animatori per una dignitosa sopravvivenza, come se questi apprezzabili e validi personaggi, in prospettiva, non si battessero per tutti. L’uomo avverte il bisogno della propria certezza con l’istinto associativo. “ Egli è una parte di tutto ….. e così non mandare a chiedere per chi suona la campana; essa suona per te …. “ (anonimo scrittore inglese del 600) . Teramo, novembre 2007 Alfredo Iasuozzi
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Per contattare il webmaster clicca quiUltimo aggiornamento: 29 novembre 2011
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